intimisssimi

Premetto che una cosa che odio visceralmente è la sottolineatura del “fail”, dove per fail si intende quell’errore più o meno grande, che un’azienda compie nella gestione della sua comunicazione e delle sue campagne marketing. Spesso si ama accompagnare questo termine con l’aggettivo “epic”, aumentando il mio personalissimo disgusto. Trovo sia una disciplina che serva a soddisfare più il proprio desiderio di apparire (“Visto? Visto che mi sono accorto io? Visto che commento divertente ho fatto? Visto che non ho paura a prenderli in giro?”) che a stimolare una vera e propria discussione.

Talvolta però alcune criticità o dubbi è lecito sottolinearli ed averli.

Io ad esempio mi chiedo quale sia stato il percorso che ha portato Intimissimi a pubblicare un video come quello di Shlomit Malka, per la campagna “ImAstory” dove, sostanzialmente, la modella dice “Volevo fare la ricecatrice, poi un giorno un mio amico ha visto le mie foto sui Social Media ed eccomi qui, volto di Intimissimi”.

Ora, a parte lo storytelling che qui è ai minimi termini (“l’amico che ha visto le mie foto sui Social Media”), possibile che nessuno si sia accorto del borderline su cui si muoveva questo testo? Non voglio fare il moralista, il video è piaciuto tantissimo, ci sono tante condivisioni ma un po’ più attenzione nella scrittura non era proprio possibile? Evitare quell’equazione “volevo studiare ma poi siccome sono figa ho capito che non serviva”, non sarebbe stato meglio per tutti?

Chiedo.

PS: Avrei voluto usare il termine “responsabilità sociale”, da qualche parte nel post ma temo mi sarei soltanto attirato gli strali di tutti i cinici da tastiera.

Errori intimissimi
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