Perché, quando succede qualcosa di “brutto” sui social network (Facebook e Twitter), si diffonde tra *la gente* (quella che sui social magari nemmeno c’è) l’idea che siano qualcosa da vietare, proibire, regolare, censurare? Praticamente negativi solo per il fatto di esistere?

Quando succede un incidente d’auto, non ho mai sentito nessuno dire “Le automobili sono il male”. Avete mai letto un articolo con scritto “Automobilista ubriaco travolge pedone. Sotto accusa le automobili”?

Con i social, invece succede proprio così. Perché se qualcuno insulta attraverso la pagina Facebook o fa commenti razzisti il problema non è lui ma il mezzo usato, che ha, come unica “colpa”, quella di consentire a tutti di scrivere quel che si pensa.

 

Social Network e incidenti auto
Advertising Agency: Kaffeine, Kiev, Ukraine; Creative Directors: Anze Jereb, Dima Tsapko; AD / Copywriter / Illustrator: Dima Tsapko (Published: January 2011)
Incidenti d’auto, social network ed educazione
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2 pensieri su “Incidenti d’auto, social network ed educazione

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