Youtube Old SchoolUn sito non è un catalogo, non è una brochure e non è il cartellone 6X3 sulla circonvallazione.

Un sito non decidete voi da chi deve essere visto perché una volta messo in rete, sarà a disposizione di tutti (quelli collegati almeno).

Un sito non viene visitato solo per il fatto di esistere o perché sia “bello”.

Al mondo, attualmente, ci sono circa 600 milioni di siti censiti (184 quelli attivi), in l’Italia, dato riferito al 2011, i siti registrati nel nostro paese erano più di 2.000.000. Questo vuol dire che se Google è il Sole, il vostro sito conta più o meno, di base, come OGLE-TR-56 e cioè il corpo celeste più distante dalla terra fin’ora scoperto. Se volete che la gente vi veda, dovete fare in modo di costruire un telescopio (SEO, Web Marketing, Content Marketing, SEM, Advertising…) che punti su di voi.

Un sito non è un romanzo, tantomeno un saggio e non è nemmeno un magazine aziendale.

Il copywriter che fin’ora ha scritto quei bellissimi testi dei vostri cataloghi e delle vostre brochure, quindi, o sa scrivere anche per il web oppure non è adatto e non potete limitarvi al copia-incolla dei testi che già avete. Dovete rielaborarli.

Un sito non è un semplice esercizio di grafica e/o di creatività ed allo stesso modo non è puro esercizio di programmazione.

Stabilire quale sia il giusto equilibrio tra questi due aspetti è compito di qualcuno che alla parola “usabilità” non guardi nel vuoto. Qualcuno che cerchi di capire quale sarà il processo logico con il quale verrano cercate le informazioni e che poi metta tutto assieme per definire una corretta “architettura delle informazioni” e cioè la struttura che poi definirà il sito stesso.

Tutto questo (parzialmente) fino a quando il sito viene messo online e poi?

Se state collaborando con un professionista serio (non quello che costa poco a prescindere o il “cugino/figlio di”), questo avrà già previsto (o almeno proposto) una minima attività di monitoraggio ed analisi dei dati di accesso. C’è sempre, infatti, una percentuale di imprevedibilità dovuta al numero enorme di variabili. Basti soltanto pensare, ad esempio, alle innumerevoli configurazioni (sistemi operativi, smartphone, tablet, velocità) con le quali si può e si accede alla rete.

Ecco perché non basta essere un’ottima software house o un’agenzia di comunicazione particolarmente creativa, per fare un buon sito, certo, possono elaborarne uno sufficiente, che svolga un compito ordinario ma di questi tempi e con questi orizzonti l’ordinario non basta più, serve puntare sempre e comunque ad ottenere il miglior risultato possibile.

Il web è un linguaggio nuovo e complesso e se non lo parlate trovate qualcuno che lo faccia per voi.

Un sito non è un catalogo
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2 pensieri su “Un sito non è un catalogo

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